LANDing

Performance LANDing di Polyxeni Angelidou, Berlino

Performance LANDing di Polyxeni Angelidou, Berlino

Performance: Polyxeni Angelidou
Installazione: Cristina Lelli

A cura di Martina Lolli

 

23 luglio 2015LANDing, Museolaboratorio Ex manifattura Tabacchi, Città S.Angelo (PE)

26 luglio 2015FormAzioni della Luccicanza, Palazzo Parissi, Monteprandone (AP)

 

Sono lieta di annunciare il tour  italiano della performer greca Polyxeni Angelidou che presenterà in anteprima nazionale l’azione LANDing, nata attorno all’installazione della scenografa Cristina Lelli. Grazie al sostegno del Goethe Institut le artiste si esibiranno in due diverse date nel mese di luglio: la prima si terrà giovedì 23 presso il Museolaboratorio Ex manifattura Tabacchi di Città S.Angelo (PE), mentre la seconda domenica 26, in occasione del vernissage della mostra FormAzioni della Luccicanza curata dalla sottoscritta e da Claudia Fiasca, al Palazzo Parissi di Monteprandone (AP).

 

Testo critico

Land: un luogo, una parte di terra che non è coperta da acqua, il suolo, un´area, una regione e le persone che vi vivono.

-ing: [eng], l´azione del verbo o il suo risultato, il prodotto, il materiale che si esprime tramite un suffisso posto a nomi derivanti da verbi, ecc.; [eng] un suffisso con il significato di “appartenenza”, “il tipo di”, “provenienza”.

  

LANDing prende avvio da una corsa attorno a un’anima in continua evoluzione ovvero l’installazione composta da tre blocchi di ghiaccio che, sospesi, fanno da contrappeso ad altrettante masse di gesso. Il ghiaccio, medium effimero e transeunte, si scioglie per declinarsi in una nuova e più stabile forma, così come l’individuo risponde al bisogno di plasmarsi nei vasi comunicanti dell’odierna società liquida. Polyxeni mette in scena azioni spastiche, nervose, poiché la sua pelle accoglie stati mentali confusionari, proiettando su di sé la necessità di un progresso fisico e psichico tarato sull’odierno nomadismo tecnologico e globale. La ciclicità dell’azione – che si apre e termina con lo stesso atto – indica un movimento che si svolge per forza di inerzia: l’urgenza di dover partire senza una meta stabilita è quasi un bisogno indotto dalla mancanza di risorse e allo stesso tempo dalla superfetazione dell’offerta. La stasi non è contemplata, se non sotto forma di una caduta che porta l’individuo a toccare il suolo: si tratta a volte di dover tastare il terreno e provare a sentirne la concretezza per rimodellarsi con esso e con il suo portato culturale. L’impossibilità umana di eguagliare la velocità e l’efficienza delle sinapsi informatiche crea disorientamento e l’esigenza di un uomo costantemente mobile e libero da fardelli e fisici e culturali; chiede una rinegoziazione continua dell’individualità a contatto con l’ambiente che si trova a occupare, anche se di passaggio, onde evitare sterili urti.

Video della performance al Museolaboratorio di Città S.Angelo:

Ph: Emanuela Amadio

 

LANDing_locandina

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